16:20 - SPORT- 09 OTT 2008
Doping; Giro d'Italia, Zomegnan: Inutili nuovi test su Cera
"Non credo a ciclismo fuori da Giochi,Armstrong invitato al Giro"
Roma, 9 ott. (Apcom) - Il Giro d'Italia non chiederà la
ripetizione dei test antidoping effettuati nell'ultima edizione
per appurare eventuali casi di Cera, l'Epo di terza generazione,
perché già effettuati durante la competizione. Lo ha detto il
direttore generale della Corsa Rosa, Angelo Zomegnan, che in
un'intervista ad Apcom si è mostrato sereno circa i controlli
svolti nel Giro del maggio scorso, annunciando inoltre nuove
"azioni preventive" per l'edizione del 2009. Dopo i tre casi di
positività al Cera emersi dai campioni prelevati durante l'ultimo
Tour de France - gli italiani Riccardo Riccò (due tappe vinte al
Giro) e Leonardo Piepoli ed il tedesco Stefan Schumacher - il
Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato la ripetizione dei
test delle Olimpiadi di Pechino per verificare possibili casi di
Epo a rilascio continuo non emersi nel corso dei Giochi. "Ci sono
azioni condotte da chi ha la predisposizione ad urlarle", ha
detto Zomegnan al telefono: "Il Giro d'Italia ha già fatto le
opportune verifiche", ha spiegato il direttore generale della
prestigiosa corsa a tappe organizzata da Rcs Sport, "i laboratori
e l'Uci ci hanno detto che questi test sono stati fatti e non è
stato trovato nulla che potesse indurre al sospetto. E' inutile
chiederne altri".
Zomegnan ha chiarito che il test sul Cera è stato perfezionato a
luglio in collaborazione tra il laboratorio Coni-Nado di Roma e
quello parigino di Chatenay-Malabry. "Questi test, mi è stato
detto, sono iniziati durante il Giro d'Italia. Per questo mi è
sembrato pleonastico domandarne ulteriori". In estate i tre
grandi giri hanno riservato al solo Tour de France la piaga del
doping, tanto da indurre il Cio - allarmato dalla bufera
scatenata dal Cera - a disporre la ripetizione dei test delle
Olimpiadi di Pechino. "Ciascun organizzatore si cautela e si
tutela circa il corretto svolgimento della propria
manifestazione", ha detto Zomegnan, "ma una cosa è passata
inosservata: il Giro ha chiesto ad alcune squadre di rimanere a
casa, prevedendo possibili sconquassi".
Il ciclismo continua ad attraversare una profonda crisi di
credibilità che ha indotto i vertici del Cio ad ipotizzare
l'esclusione delle due ruote dalle Olimpiadi. Zomegnan non crede
a questa ipotesi e rifiuta il ruolo di pecora nera dello sport
che il ciclismo, secondo alcuni, si è ritagliato in anni di
scandali seguendo la strada di discipline quali il sollevamento
pesi. "Il primo regalo che si fa ad un bambino è una bicicletta,
il ciclismo sta allo sport come la bicicletta sta alla vita. Se
le Olimpiadi si permettono di avere discipline onorabili come il
curling o la Bmx allora posso stare tranquillo, il ciclismo
resterà per l'eternità". Il ciclismo, secondo il timoniere del
Giro, non rischia i Giochi e non merita lezioni da altre
discipline. "Sono saltati governi di alcuni discipline che
facevano i prelievi ma non i controlli", ha affermato Zomegnan,
che ha parlato di "un momento particolarmente vivace per quello
che riguarda la ricerca della trasparenza": "Solo attraverso la
ricerca della trasparenza si può restituire credibilità ad uno
sport afflitto da piaghe evidenti. Evidenti perché questo sport
controlla sul serio e il dibattito sulle altre discipline rimarrà
sempre aperto".
Zomegnan ha infine difeso la figura di Lance Armstrong, che il
Giro d'Italia ha invitato alla prossima edizione. Il texano sette
volte vincitore del Tour de France, che a settembre ha annunciato
il ritorno al professionismo per promuovere la lotta al cancro, è
stato più volte lambito dall'ombra del doping, allungata
essenzialmente dalle sei positività all'Epo emerse - a detta
dell'agenzia antidoping di Parigi - durante la Grande Boucle del
1999. "Una cosa da evitare in assoluto è cavalcare i dubbi,
succede molto spesso", ha detto Zomegnan. Il direttore generale
del Giro d'Italia ha affermato di credere che il ritorno del
campione di Austin avverrà in linea con "principi e presupposti
di onestà intellettuale": "Non so cos'abbia in mano l'agenzia
francese, ma Armstrong, quando gli è stata chiesta recentemente
l'autorizzazione alla ripetizione dei controlli sui campioni del
'99, ha detto che le provette erano state mal conservate. Non c'è
stata alcuna replica". In merito alla possibile presenza di
Armstrong al Giro del 2009, Zomegnan ha chiarito che "non esiste
una trattativa": "Lo abbiamo semplicemente invitato".