Giustizia/ Su processo breve è battaglia. Casini: porcheria
05:07 - POLITICA- 14 NOV 2009
Udc ripropone Lodo Alfano con legge costituzionale
Roma, 14 nov. (Apcom) - L'ipotesi è suggestiva: un nuovo lodo
Alfano, 'riveduto e corretto' secondo le indicazioni della Corte
Costituzionale, che metta al riparo il presidente del Consiglio
da quella "persecuzione giudiziaria" di cui ormai in parecchi lo
riconoscono vittima. Un testo "approvato con legge
costituzionale" e con il concorso dell'opposizione. A proporlo
è stato ieri Pier Ferdinando Casini, che ha definito un "mostro
giuridico" il ddl Gasparri che abbrevia i processi e promettendo
di "non votarlo", senza però far saltare il tavolo sulla
giustizia che l'Udc ha aperto con il Pdl due settimane fa.
Insomma, in teoria, la soluzione 'lodo Alfano bis' potrebbe
reggere, perchè appare sempre più chiaro in Parlamento che
l'imperativo di Berlusconi è tenersi al riparo dai processi e
che, per farlo è disposto a qualunque cosa, anche, come dice
espressamente Casini, a far approvare una "porcheria, un
provvedimento (il ddl sui processi brevi) che dimentica le
vittime, sfascia l'ordinamento giudiziario e abroga la
giustizia". Un ddl, il 'taglia-processi', sul quale il Csm ha
aperto un'istruttoria e che si preannuncia come una mannaia su
centinaia di migliaia di procedimenti. Una testo che, se
diventasse legge, verrebbe impugnato il giorno stesso e che non
convince nemmeno gli avvocati che dovrebbero servirsene.
"Noi - spiega quindi Casini - capiamo le ragioni della
maggioranza e per questo ci siamo astenuti sul lodo Alfano. Ma
ora o si strepita e si fa approvare una porcheria o si vota il
lodo Alfano per via costituzionale. Se sbraita Di Pietro è un
conto, ma se diciamo noi che questo testo scasserà l'ordinamento
giudiziario italiano, potete crederci". E infatti, ci credono in
molti, anche al Pd, visto che Anna Finocchiaro ha sbattuto il
testo del ddl al muro appena finito di leggerlo, definendolo
"segno dell'ingiustizia". Anche i magistrati bocciano senza
appello la nuova norma e si dicono "estremamente preoccupati" per quanto ne deriverà.
Memori dell'adagio che impone, tra i due mali, di scegliere il minore, ormai più di qualcuno comincia a farsi persuaso della tesi "meglio una legge costituzionale a tutela delle alte cariche di una legge-porcata che sfascia la giustizia", soprattutto se questa scelta viene 'condita' con un paio di considerazioni più 'politiche'. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, da Ravenna ha detto chiaro e tondo che Berlusconi "deve sottoporsi al giudizio", che sarebbe la per è questa "la strada attraverso cui poter ristabilire la serenità per il beneficio di tutti".
Berlusconi, dal canto suo, non sembra intenzionato a mollare: il nuovo ddl, infatti, potrà godere di una corsia parlamentare tale da farlo eleggere a priorità delle priorità. Replicando a Casini, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha invitato "chi dovesse ritenere ancora giusta" la radice giuridica di una legge respinta dalla Consulta perchè presentata come ordinaria (lo scudo alle alte cariche dello Stato) a "ripresentarla in forma costituzionale".
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