Calabrò boccia la tv italiana: "è una finestra sul cortile"
12:42 - POLITICA- 07 LUG 2009
Nei tg "problema di completezza e obiettività dell'informazione"
Roma, 7 lug. (Apcom) - Nel panorama dell'informazione televisiva
"emerge un problema di completezza e obiettività
dell'informazione, specie nei telegiornali, anche al di fuori del
periodo elettorale". E' quanto rileva Corrado Calabrò, presidente
Agcom, nella sua relazione annuale al Parlamento.
Parlando a Montecitorio, Calabrò lamenta anche come sia rimasta
"scetticamente inevasa l'esigenza della riforma della Rai,
tuttavia irrinunciabile se non altro per dare alla gestione
maggiore efficienza e alle testate maggiore indipendenza alla
politica".
Per Calabrò la televisione italiana "è una grande tv
locale", una "finestra sul cortile" più che "aperta sul pianeta",
"ripiegata sui fatti di casa nostra, specie di cronaca nera". Nel suo j'accuse Corrado Calabrò, sottolinea il "crescente divario" tra la
tv italiane e le straniere migliori, invitando a considerare
l'effetto di "chiusura mentale" che ne deriva, "poichè una gran
parte dei telespettatori la televisione ha una funzione di
validazione della realtà: i fatti non riportati in televisione
vengono ritenuti per ciò stesso irrilevanti".
Il problema, secondo il garante, è sulla ricchezza di
informazioni dal mondo e l'approfondimento "qualificato" dei
temi: nel 2008, secondo il monitoraggio Agcom, i tg di tutte le
emittenti nazionali hanno dedicato alla cronaca il 25,2% del
tempo, alla politica il 25%, all'economia e al lavoro l'8,4%.
Seguono lo sport con il 6,9%, lo spettacolo con il 4,1%, il
costume con il 2,4%, mentre alla cultura è dedicato solo l'1,6%
dello spazio.
Tra i 'peccati' della tv italiana, anche "la trasformazione dei
processi giudiziari in processi mediatici". In questo senso, dopo
la denuncia degli scorsi anni, Calabrò non nasconde la
"soddisfazione" per la sottoscrizione, il 21 maggio scorso, del
codice di autoregolamentazione per i processi in tv: "un modello
di successo, da ripetere - sostiene -. La 'buona informazione' è
quella che nasce nel rispetto della deontologia professionale".
"Il pluralismo e la libertà di
informazione si garantiscono migliorando la qualità e
l'indipendenza dell'informazione", afferma poi il garante per le
comunicazioni, Corrado Calabrò, che nella sua relazione annuale
individua un "fil rouge" che lega le tre riforme: "informazione
televisiva, servizio pubblico radiotelevisivo e riforma della
stampa".
Secondo Calabrò, "l'elemento fondamentale per sopravvivere alla
dilagante diffusione di internet è la qualità dell'informazione
giornalistica. Un'informazione - osserva - di cui si avverte
tanto più il bisogno quanto più indiscriminata e grezza è la
massa di notizie che si riversa a getto continuo dalla rete,
sicchè si profila il rischio di una nuova forma d'ignoranza per
incapacità di valutare, di formarsi un'opinione ragionata".
Tuttavia, nota, mentre nel resto del mondo, come in Francia, si
discute di questi temi, "in Italia la riforma della stampa è
tuttora ferma ai blocchi di partenza".
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