Vaticano;Mons.Pagano:Cautela su genetica, caso Galilei docet
15:01 - POLITICA- 02 LUG 2009
Non usare stessi preconcetti con cui si è condannato scienzato
Città del Vaticano, 2 lug. (Apcom) - Le condanne degli
ultimi anni da parte della Santa Sede nei confronti della
ricerca scientifica sulle cellule staminali, sull'eugenetica,
potrebbero essere state emesse "con gli stessi preconcetti
con cui si condannava ai tempi di Galileo la teoria
copernicana": lo sottolinea monsignor Sergio Pagano, prefetto
dell'Archivio Segreto Vaticano, rispondendo a una domanda su cosa la Chiesa può imparare dalla "dolorosa" vicenda della condanna a Galileo. Monsignor Pagano ha presentato questa mattina in Vaticano la nuova edizione del volume 'I documenti vaticani del processo di Galileo Galilei (1611-1741)', curato dallo stesso vescovo. Per il vescovo, bisogna sempre accostarsi alle conquiste della scienza con "prudenza e umiltà".
Lo scienziato fiorentino, per il vescovo studioso, "non
conosceva la Curia romana, come non la conoscono gli
scienziati oggi". I veri problemi, ha spiegato, nacquero con
la pubblicazione del 'Dialogo sopra i due massimi sistemi
del mondo', con cui Galileo mise per iscritto le proprie
convinzioni copernicane. Da qui la prudenza necessaria anche nei confronti dei frutti scritti della scienza contemporanea, per evitare "cortocircuiti". "Galileo - ha detto Pagano - fece una
cosa molto cattolica, se l'unica obiezione che gli veniva
presentata era un passo di Giosuè, per di più mal
interpretato. La Curia, da parte sua, aveva ragione a non
voler che un laico insegnasse loro a leggere la Bibbia".
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