Berlusconi; sequestrate le foto di Capodanno a Villa Certosa
11:32 - POLITICA- 30 MAG 2009
Procura Roma: nessuna indagine invece sulle frasi di Veronica
Roma, 30 mag. (Apcom) - Tentata truffa e violazione della
privacy. Sono questi i reati per cui risulta indagato un
fotografo sardo, Antonello Zappadu, in seguito alla denuncia
presentata dall'avvocato Niccolò Ghedini, che assiste il
presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Al centro della vicenda, una festa di Capodanno che si è svolta
a Villa Certosa, in Sardegna, e che sarebbe stata ripresa e
fissata in molti scatti da Zappadu. Per questo, il procuratore
capo Giovanni Ferrara e il pm Simona Maisto hanno disposto il
sequestro delle immagini.
L'accusa di tentata truffa fa riferimento a un'offerta che è
stata fatta da Zappadu, tramite una mail, in cui propone
l'acquisto degli scatti a Panorama per oltre un milione di euro,
spiegando di essere già in trattative con il settimanale Gente.
Circostanza, questa, che si è rivelata non veritiera.
Secondo quanto pubblicato oggi dal
'Corriere della Sera' e dalla 'Stampa', il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe presentato un ricorso di quattro
pagine al Garante della Privacy per bloccare la pubblicazione di
una seria di immagini scattate da un fotografo sardo durante la
festa di Capodanno nella residenza di Villa Certosa, alla quale
avrebbe partecipato anche Noemi Letizia con altre ragazze.
Nel ricorso, il premier avrebbe precisato che si tratta di
"immagini rubate anche in casa. Momenti di intimità del tutto
leciti". Tra le foto anche quelle della vacanza trascorsa
nel maggio 2008 nella villa sarda del premier dall'allora primo
ministro della Repubblica ceca Mirek Topolanek.
La Procura di Roma non ha invece avviato alcuna
indagine rispetto alla presunta frequentazione di minorenni da
parte del premier Silvio Berlusconi, così come ha affermato la
moglie del presidente, Veronica Lario. Il procuratore capo
Giovanni Ferrara, ad Apcom, ha da una parte confermato che nei
giorni scorsi, "in seguito ad alcuni articoli di giornale", sono
arrivate all'attenzione degli inquirenti, tramite il sito
internet del tribunale, "alcune mail anonime", ma dall'altra ha
ribadito: "Con segnalazioni oscure, senza nome e cognome, non ci
si può fare nulla e quindi vengono di prassi cestinate. Ed anche
in questo caso ci si è comportati in questo modo". Il magistrato
ha spiegato poi che la Procura di Roma sarebbe anche incompetente
territorialmente, visto che le presunte dichiarazioni sarebbero
state rilasciate comunque in altra regione.
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