04:55 - ESTERI- 11 OTT 2008
Contro il bullismo a scuola, 007 privati: è polemica
L'idea arriva da Messina, le associazioni: "Folle e aberrante"
Roma, 11 ott. (Apcom) - Chissà se si apposterebbero in auto,
fuori dalla scuola, con potenti microfoni spia direzionali per
ascoltare i 'discoli' nel bagno raccontarsi le spacconate. Oppure
travestiti da alunni si infiltrerebbero in aula spacciandosi per
nuovi compagni di classe. Magari invece si presenterebbero nei
corridoi con pipa e cappello da Sherlock Holmes, esaminando
tracce e indizi per esclamare infine "elementare, preside!". Sta
di fatto che "l'opportunità", o almeno così l'ha definita,
offerta da Gustavo Ricevuto, dirigente dell'Ufficio scolastico
provinciale di Messina, ai presidi degli istituti di quella zona
della Sicilia di rivolgersi a detective privati per arginare il
bullimo, non ha convinto quasi nessuno.
L'idea, per amor di precisione del tutto inedita perchè sinora si
era pensato solo a poliziotti o guardie giurate fuori dai
cancelli, è affidare ad una società di investigazioni private -
tramite singoli contratti stipulati dagli istituti - il controllo
e la prevenzione nelle scuole contro bullismo e danneggiamenti: i
casi di violenza passerebbero insomma all'attenzione degli 007,
chiamati a scovare responsabili e complici che poi eventualmente
saranno denunciati alle autorità giudiziarie. Ecco quindi pronta
una circolare, inviata a tutti i dirigenti scolatici della
provincia.
"Io mi sono permesso, non dico di fare da intermediario, ma di
dire che c'è anche questa opportunità", ha spiegato Ricevuto, "se
ritenete che con le sole vostre forze non ce la facciate,
esaminate anche l'opportunità di estendere a questa struttura
l'affidamento di un compito di supporto a quello che è il compito
della scuola". Ma anche se per il dirigente "il servizio di
investigazione sarà passato al vaglio dei consigli di istituto e
degli organi scolastici", la proposta ha subito suscitato
polemiche.
Le riserve più decise arrivano dalle associazioni in prima linea
contro le violenze tra alunni a scuola: "Da Messina arriva una
proposta folle e aberrante", attacca Gabriella Cappelletti,
presidente di Sos Bullismo, una delle associazioni in Italia più
impegnate sul tema, e madre di una vittima. "Apprezzo la buona
volontà del provveditore, ma ricorrendo ad un investigatore
privato - continua Cappelletti - vuol dire fallire nella cultura
della testimonianza e cercare in tutti i modi di sollevare
l'adulto dalle proprie responsabilità: dove accadono fatti di
bullismo non puoi non accorgertene e a quel punto si chiamino
polizia e famiglie".