11:46 - ESTERI- 31 LUG 2008
M.O.; Olmert: fiero di un paese dove premier può essere indagato
Ma retorica primo ministro Israele punta all'autodifesa
Roma, 31 lug. (APcom) - L'ultima, estrema difesa di Ehud Olmert:
il primo ministro israeliano ieri ha annunciato le dimissioni ma
assicurando che la storia lo vendicherà; si è detto "fiero" di un
paese dove il primo ministro può andare sotto inchiesta, ma ha
lamentato che l'intera procedura a suo carico abbia perso il
carattere "responsabile, quieto, ordinato che caratterizza un
paese democratico". Alla fine, l'ex sindaco di Gerusalemme vede
la conclusione della sua carriera politica per una faccenda di
accuse di corruzione. E non ci sta.
Oggi la polizia fa sapere che se Olmert si dimetterà a
settembre, è solo perché sa che le accuse sono fondate: quelle
accuse secondo cui avrebbe per anni foraggiato il lobbista
americano Morris Talansky. Lo statunitense in maggio affermò che
il premier gli aveva versato bustarelle per oltre 100mila dollari
in liquidi. Il partito Kadima (di cui Olmert si trovò
fortunosamente a capo dopo l'ictus che colpì il suo protettore
Ariel Sharon) ha deciso di tenere nuove primarie a settembre.
Olmert ieri ha annunciato che non parteciperà, e che appena sarà
eletto il nuovo leader, lascerà il potere, sia che si formi un
nuovo governo sia che si vada a un voto anticipato.
Ma il premier amareggiato - un uomo che a 62 anni vede
definitivamente crollare la sua carriera politica, assalito sia
dagli alleati laburisti, sia dalle grandi figure del suo partito
come il ministro degli Esteri Tzipi Livni - ieri nel suo discorso
pubblico ha combattuto per la sua reputazione. Quanti abbia
convinto, non è chiaro; ma ha usato tutte le armi della retorica
a sua disposizione. Prima evocando i successi del suo governo
(soprattutto in materia di sicurezza).
Poi discettando sulla legge, la separazione dei poteri e
l'immunità dei potenti. "Sono fiero di essere cittadino di un
paese dove il primo ministro può essere indagato come ogni altro
cittadino" ha detto. "E' dovere della polizia indagare". Però,
"il primo ministro non è al di sopra delle legge, ma nemmeno al
di sotto".
E' vero, ha detto Olmert, che "sono il primo ministro, e sono un
bersaglio naturale per la lotta politica", ma in Israele si è
perso il senso della misura, "ogni persona intelligente sa che le
cose sono fuori proporzione". Perché nessuno, "né un funzionario
né un inquirente né un avvocato ha il diritto o l'autorità di
decidere se il primo ministro può continuare nel suo incarico".
Queste cose dovrebbero discendere "da una procedura responsabile,
serena, ordinata, come in ogni paese democratico". Una procedura
"che purtroppo qui non ha più luogo".
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