14:34 - ESTERI- 28 LUG 2008
Darfur; Ong: forza di pace Unamid "deve fare di piu'" per civili
Darfur Consortium: fallimento comunita' internazionale costa vite
Nairobi, 28 lug. (Apcom) - La forza di pace congiunta Onu-Unione
africana (Unamid) "può e deve fare di più" per proteggere i
civili della regione sudanese del Darfur. E' quanto affermano una
cinquantina di organizzazioni non governative, riunite nel Darfur
Consortium, in un rapporto che fa il bilancio sui primi sei mesi
della presenza dei peacekeeper. La missione è presente in Darfur
dal gennaio scorso, con 9.000 uomini rispetto ai 26.000
preventivati nella risoluzione Onu approvata nel luglio 2007.
Darfur Consortium sollecita la comunità internazionale a
"rispettare le promesse". "La gente del Darfur merita di più di
vane promesse - ha detto in un comunicato Dismas Nkunda,
portavoce dell'associazione delle ong - la verità è dura ma
semplice: il fallimento della comunità internazionale sta
costando vite umane".
"Sei mesi dopo l'avvio del suo dispiegamento, l'Unamid ha
fallito nel compito di proteggere in maniera efficace la
popolazione", si legge nello studio, in cui si afferma che sono
ancora 1.000, in media, gli sfollati ogni giorno, nonostante la
presenza delle truppe straniere. La relazione punta il dito anche
contro i responsabili: il governo di Khartoum, che ha ostacolato
il pieno dispiegamento di Unamid, il Consiglio di sicurezza
dell'Onu, che "ha lasciato fare", e i paesi donatori che "non
hanno tenuto fede alle loro promesse" di finanziare e fornire
mezzi alla missione.
Il dispiegamento di 19 unità di polizia (armate e addestrate)
previste dall'operazione Unamid consentirebbe di tutelare i
civili, sottolinea la relazione, mentre finora ne è stata inviata
una sola e altre 11 unità attendono il via libera da Khartoum.
Tuttavia, per le ong, i peacekeeper potrebbero fare di più anche
con "i suoi attuali mezzi, seppur limitati". Le scorte per i
civili che si allontanano dai campi sfollati in cerca di legna e
i controlli all'interno dei campi si sono rivelati efficaci, si
sottolinea nello studio, tanto che bisognerebbe garantire una
presenza 24 ore su 24 nei campi. Inoltre, bisognerebbe rafforzare
i contatti tra peacekeeper e i leader delle comunità locali.
In conclusione, la relazione rinnova il suo appello alla
comunità internazionale perchè garantisca sostegno politico e
finanziario all'Unamid, fornendo in particolare gli elicotteri e
gli aerei da trasporto necessari per garantire efficacia a un
intervento in una regione grande quanto la Francia e priva di
infrastrutture. "Dopo aver speso tempo e sforzi diplomatici per
ottenere il dispiegamento dell'Unamid, sarebbe tragico" che
questa non venisse sostenuta. Il conflitto in Darfur, scoppiato
nel 2003, ha causato almeno 300.000 morti e oltre 2,5 milioni di
profughi, secondo l'Onu.
(fonte Afp)