Somalia; Consiglio di sicurezza vuole inviare peacekeeper Onu

09:57 - ESTERI- 16 MAG 2008
Approvata all'unanimità risoluzione per maggiore presenza Onu
New York, 16 mag. (Ap) - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità una risoluzione in cui si chiede di rafforzare la presenza delle Nazioni Unite in Somalia. Nel testo si chiede di trasferire l'ufficio politico dell'Onu per la Somalia dal Kenya al Paese del Corno d'Africa e di creare le condizioni utili per il dispiegamento di una missione di pace Onu, che subentri alle truppe di pace dell'Unione africana oggi presenti sul terreno. La risoluzione britannica è stata modificata all'aultimo minuto per accogliere la richiesta del Sudafrica di usare un linguaggio più forte riguardo a una futura missione di pace Onu nel Paese. "Sono così emozionato - ha detto ai giornalisti l'Ambasciatore del Sudafrica all'Onu, Dumisani Kumalo - sono al settimo cielo. Per la prima volta, questo indica che se le condizioni politiche sono giuste, se le condizioni di sicurezza sul terreno lo consentono, questo consiglio farà qualcosa. Manda un segnale al popolo somalo di cui noi sentiamo il pianto. Mostra che questo Consiglio è serio". L'Ambasciatore britannico all'Onu, John Sawers, attuale Presidente del Consiglio, ha definito la risoluzione "un passo in avanti", precisando che il testo sostiene le iniziative Onu per favorire un governo di transizione somalo più inclusivo, ma ha poi espresso cautela sui suoi effetti immediati. "Le Nazioni Unite non possono portare la pace in Somalia dal giorno alla notte - ha detto ai giornalisti - si tratta di un lungo e difficile cammino verso la pace in un Paese che non ha un reale governo da 17 anni. Molte iniziative potrebbero fallire, ma il Consiglio di sicurezza sta appoggiando questi sforzi, non solo in modo retorico ma in termini pratici". In questi giorni, a Gibuti una delegazione del governo di transizione somalo e una dell'opposizione stanno cercando di arrivare a un accordo per favorire la stabilizzazione del Paese, in una conferenza tenuta sotto egida Onu. L'opposizione somala, denominata 'Alleanza per la ri-liberazione della Somalia', chiede da tempo il ritiro delle truppe etiopi dalla Somalia. I militari di Addis Abeba sono intervenuti a sostegno del governo di transizione somalo alla fine del 2006 per deporre le Corti islamiche allora al potere su gran parte del Paese. Da allora, le milizie legate alle Corti, al Shabab (gioventù) hanno lanciato un'azione di guerriglia contro le forze etiopi e somale che ha causato migliaia di vittime civili e costretto altre migliaia di persone a fuggire da Mogadiscio. Oggi 2,6 milioni di somali, pari al 35% della popolazione somala, dipendono dagli aiuti internazionali per la loro sopravvivenza, stando alle stime Fao. In vista del dispiegamento dei caschi blu, la risoluzione Onu sollecita tutti i Paesi della comunità internazionale a garantire finanziamenti, personale e attrezzature ai militari della missione africana (Amisom) impegnati oggi in Somalia. La forza Ua conta infatti solo 2.600 degli 8.000 caschi verdi previsti inizialmente. Nel rapporto presentato lo scorso marzo, il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha suggerito l'eventualità di rimpiazzare inizialmente i soldati africani con una forza internazionale di 8.000 uomini, in modo da facilitare il ritiro delle truppe etiopi presenti in Somalia. La forza multinazionale verrebbe poi sostituita da una missione Onu composta da 27.000 soldati e 1.500 agenti di polizia. Il documento approvato dal Consiglio chiede a Ban di continuare a mettere a punto la missione, prendendo in considerazione "eventuali nuovi scenari".
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