20:23 - ECONOMIA- 07 GEN 2009
Lavoro;Cassazione: chi ha un lavoro precario rimane disoccupato
Perché ciò non comporta cancellazione da elenco ufficio lavoro
Roma, 7 gen. (Apcom) - Svolgere un lavoro come precario non
esclude lo stato di disoccupazione. A stabilirlo è la Corte di
Cassazione chiamata ad esprimersi su una doppia condanna per il
reato di falsità ideologica che i giudici di merito avevano
inflitto a un lavoratore che aveva tenuto nascosta la sua
assunzione temporanea come coadiutore sanitario presso la Asl di
Taranto.
Il ricorsista, a cui è stata annullata la condanna in primo e
secondo grado, aveva ritenuto di non rilevare il suo stato di
lavoratore temporaneo anche nell'ambito della partecipazione ad
un concorso pubblico. Nella motivazione degli 'ermellini',
espressa attraverso la sentenza n. 48361/2008, si legge che "il
fatto non sussiste" perché "un rapporto di impiego precario e
temporaneo non può essere ritenuto sufficiente a fare venire meno
il requisito dello stato di disoccupazione".
Per i giudici della Cassazione un lavoro temporaneo non può
quindi cancellare lo stato di precarietà: infatti anche qualora
il ricorsista "avesse correttamente segnalato la propria
condizione di assegnatario in via provvisoria del posto di
coadiutore sanitario presso la Asl - si legge nella sentenza -
ciò non avrebbe comportato la sua cancellazione dall'elenco di
disoccupati tenuto dall'ufficio provinciale del lavoro".
La Cassazione mette così l'ultima parola, ribaltando le prime due
sentenze per il reato di falsità ideologica in atto pubblico per
induzione in errore dei pubblici funzionari, su una vicenda
avviata da una denuncia presentata della Asl pugliese (che si
era poi costituita parte civile). Il lavoratore precario era
stato inizialmente condannato, oltre che penalmente, anche a
risarcire i danni in favore della Asl.
In Italia i lavoratori precari alla fine del mese di settembre,
secondo le stime della Cgia di Mestre presentate sabato scorso,
hanno raggiunto quota 2.812.700 e rappresentano il 12% del totale
degli occupati. Dal 2004 al settembre scorso i precari sono
aumentati del 16,9%, cinque volte di più dell'incremento
registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che
sono cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1%. Il Mezzogiorno è
la macro area dove sono più numerosi: ben 940.400 pari al 33,4%
del totale nazionale.
La Cgia ha analizzato il mercato del lavoro nazionale
concentrando l'attenzione sul mondo dei cosiddetti flessibili
costituito da dipendenti a tempo determinato (che include anche
gli ex lavoratori interinali), da lavoratori assunti con
collaborazioni coordinate e continuative a progetto e da
prestatori d'opera occasionali.
A sorpresa è il Sud la ripartizione geografica che ne conta di
più. Nel meridione se ne contano infatti 940.400 (il 33,4% del
totale nazionale), mentre al Nordovest sono 692.600 (pari al
24,6% del totale), nel Centro 606.000 (21,5%) e nel Nordest
573.700 (20,4%). Tutti precari, tutti da considerare ancora
disoccupati.
Tra le categorie di precari della pubblica amministrazione spicca
quella dei lavoratori della scuola: se si considerano solo quelli
annuali, con contratto almeno sino al termine dell'anno
scolastico, se ne contano quasi 130mila tra il personale
insegnante ed oltre 70mila tra i non docenti (amministrativi,
tecnici ed ausiliari)
Alg