05:04 - CRONACA- 17 NOV 2008

Assemblea degli atenei a Roma, l'Onda vara la sua autoriforma



Universitari da tutta Italia alla Sapienza, le loro linee guida

Assemblea degli atenei a Roma, l'Onda vara la sua autoriforma
Roma, 17 nov. (Apcom) - L'Onda vara la sua autoriforma dell'università: sono state approvate per acclamazione dall'assemblea nazionale degli atenei riunita alla Sapienza di Roma le linee guida degli universitari per l'università. Una riforma "dal basso", che prevede tra l'altro l'abolizione del numero chiuso e del 3+2, no al blocco del turn over, borse di studio per studenti non abbienti e reddito minimo per i ricercatori. Fissati anche i prossimi appuntamenti del movimento: il 28 ottobre con una mobilitazione in molte città d'Italia, e il 12 dicembre per lo sciopero nazionale. Migliaia di studenti, dottorandi e ricercatori, dicono entusiasti i rappresentanti dei collettivi, da Milano, Torino, Padova, Bologna, Firenze, Pisa, Siena, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Lecce, Trieste, oltre, naturalmente a tutti gli atenei di Roma, hanno invaso i giardini e le aule dell'università romana, hanno dormito nei sacchi a pelo ma soprattutto hanno discusso nei tre workshop tematici su didattica, welfare e ricerca, approvando poi in assemblea "l'autoriforma" dalla quale ripartirà il movimento "compatto". Centinaia di interventi da tutti gli atenei italiani in mobilitazione che hanno avuto tradotto l'autoriforma in unvero e proprio programma, perchè la sfida dell'Onda Anomala vuole andare oltre all'opposizione alla legge 133 va guarda al futuro. Ecco in sintesi alcune delle principali linee guida dell'autoriforma degli universitari: sul fronte didattica, superamento del 3+2 e del sistema dei crediti, no alla parcellizzazione di corsi ed esami e proposte di riaccorpamento, equa retribuzione del lavoro in stages e tirocini, no ai 'poli di eccellenza, abolizione dei blocchi all'accesso e lungo il percorso di formazione, abolizione della frequenza obbligatoria, revisione dei piani di studio che devono lasciare più libertà. Sul fronte del welfare oltre a lottare contro l'aumento delle tasse e la liberalizzazione dell'accesso, gli universitari dicono no al 'ripagamento dei prestiti d'onore', chiedono agevolazioni legate al reddito su case, mense, tasse, sull'accesso alla cultura (fatta di autoriduzioni in teatri, cinema, musei), gratuità dei trasporti (dai treni ai bus) e borse di studio che rendano gli studenti autonomi e non li costringano ai lavoretti in nero. Sul fronte della ricerca gli universitari ribadiscono la necessità di garantire indipendenza e autonomia della ricerca: "Le risorse e le strutture pubbliche dalle quali essa dipende non possono essere messe al servizio di interessi privati"; dicono no alla valutazione degli atenei solo in termini di bilancio e chiedono un salario adeguato e i diritti stabiliti dallo statuto dei lavoratori per dottorandi e ricercatori precari. No quindi ad attività didattica gratis: "Ogni prestazione deve essere contrattualizzata al più come forma di lavoro subordinato a tempo determinato e in tal caso deve essere garantita la continuità del reddito". Non solo "ambienti idonei di studio, lavoro e ricerca", ma visto che "il dottorato di ricerca è il più alto grado dell'istruzione italiana e contemporaneamente l'introduzione all'attività di ricerca", "vanno garantiti adeguati percorsi didattici e il diritto all'autonomia economica", ovvero, tra l'altro, "immediata soppressione dei dottorati senza borsa e il pagamento di tasse di iscrizione". Gli universitari chiedono anche uno statuto nazionale per i dottorandi. Sulle specializzazioni gli universitari chiedono "nuove procedure concorsuali trasparenti". E ancora: no al blocco del turnover, "ma questo non ci basta, dopo anni di blocco dell'accesso ai giovani che ha esasperato la precarietà e incentivato la fuga dei cervelli, chiediamo l'istituzione di un contratto unico di lavoro subordinato una volta terminato il dottorato, di durata non inferiore ai due anni",che superi la giungla dei contratti precari. Ma prima di queste misure serve qualcosa che spazzi via il vecchio, ovvero "un consistente reclutamento straordinario via concorso, che deve essere seguito da un reclutamento ordinario via concorso costante nel tempo". E infine per i docenti gli studenti vogliono "un ruolo unico e l'incompatibilità della libera docenza con contratti di diritto privato". In attesa delle prossime mobilitazioni del 28 novembre e del 12 dicembre, l'appuntamento è per martedì al concertone autogestito "Siamo in onda": dalle ore 19 alla Sapienza si alterneranno Andrea Rivera, Enrico Capuano, la Banda Osiris, Daniele Silvestri, Valerio Mastandrea, l'attore Elio Germano con le LeBestieRare, Simone Cristicchi, Riccardo Sinigallia, Rocco Papaleo, Remo Remotti, i Tre Allegri Ragazzi morti, Lillo&Greg, Peppe Voltarelli, Filippo Gatti, Roberto Angelini, Marco Conidi, Dario Vergassola e tanti altri. Per divertirsi e raccogliere fondi per il movimento.


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