Campania; Napoli, aborti clandestini: 4 fermati
14:49 - CRONACA- 24 GIU 2008
Inchiesta Procura, coinvolti i medici dell'ospedale San Paolo
Napoli, 24 giu. (Apcom) - Hanno compiuto decine di aborti
illegali in uno studio privato: due ginecologi, un anestesista ed
una segretaria di Napoli sono stati fermati con l'accusa di
associazione per delinquere finalizzata a compiere aborti, in
violazione della legge 194. Il provvedimento di fermo, emesso
dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha raggiunto Achille
Della Ragione, ginecologo partenopeo ed il collega Luigi Langella
di Salerno, l'anestesista Vincenzo Grillo e la segretaria Maria
Cristina Pollio. A Langella č stato anche contestato una violenza
sessuale consumata ai danni di una paziente: il rapporto era
stato 'chiesto' a titolo di pagamento parziale dell'aborto
richiesto.
Le indagini, svolte dal comando provinciale dei carabinieri di
Napoli, si sono avvalse di intercettazioni telefoniche,
perquisizioni, sequestri ed interrogatori di indagati, oltre a
servizi di osservazione e controllo e sono nate dalla denuncia di
un ginecologo napoletano avvenuta nei mesi scorsi. L'inchiesta ha
fatto luce sulle responsabilitā dei quattro fermati che, ciascuno
in un ruolo diverso, hanno praticato numerosi aborti clandestini,
in ambiente non ospedaliero (nello studio privato di uno dei
sanitari).
Il ginecologo Achille Della Ragione non esercitava da tempo la
professione, su di lui infatti gravano precedenti giudiziari, e
si era assunto tra i quattro la funzione di procacciatore,
indirizzando le pazienti che si rivolgevano a lui, allo studio
dell'amico e collega Langella, responsabile del servizio
interruzione volontaria di gravidanza dell'ospedale San Paolo di
Napoli. Il ginecologo Della Ragione aveva coinvolto anche
Vincenzo Grillo che, in quanto anestesista all'ospedale San
Paolo, eseguiva materialmente gli interventi insieme al
ginecologo Langella, nello studio privato di quest'ultimo in
corso Vittorio Emanuele a Napoli. Previo aumento del prezzo
l'anestesista inoltre, senza alcun accertamento preventivo e
senza alcuna garanzia sanitaria, ha eseguito - sottolineano gli
inquirenti - gli aborti anche in anestesia totale.
La segretaria dello studio fissava invece gli appuntamenti e
riceveva le pazienti, coordinava l'attivitā dello studio, e
dando, a volte, anche sostegno 'psicologico' alle donne che si
presentavano da sole e chiedevano di abortire.