In Friuli progetto sperimentale per circoncisione in ospedale
Roma, 4 set. (Apcom) - Un progetto sperimentale per offrire la
possibilità di effettuare la circoncisione rituale maschile nelle
strutture sanitarie pubbliche del Friuli Venezia Giulia. Ad
approvare il progetto è stata la giunta regionale su proposta
dell'assessore alla Salute e Protezione sociale Valdimir Kosic,
alla luce del continuo aumento di nati, in Friuli ma soprattutto
in tutta Italia, da genitori per i quali, per motivi di
appartenenza religiosa, la circoncisione rituale è una prassi.
Senza dimenticare i recenti casi di cronaca nera che, proprio per
una circoncisione rituale praticata artigianalmente a casa,
hanno visto morire due bambini, uno a Treviso e uno a Bari,
mentre un altro neonato è stato ricoverato nei giorni scorsi in
condizioni gravi all'ospedale di Pordenone.
Il progetto, che sarà finanziato con 200 mila euro, avrà la
durata di un anno e sarà realizzato dall'Irccs (Istituto di
ricovero e cura a carattere scientifico) 'Burlo Garofolo' di
Trieste. Alla conclusione del periodo di sperimentazione, "il cui
costo è inferiore alla gestione delle emergenze derivanti da
interventi condotti a domicilio", specifica la Regione, la
prestazione sanitaria sarà erogata a pagamento. Potranno essere
realizzati 135 interventi di circoncisione, assieme ad attività
di sensibilizzazione e informazione rivolte alle famiglie.
Saranno coinvolte nel progetto anche le associazioni di
volontariato, quelle degli immigrati e quelle dei mediatori
culturali.
Il numero di interventi previsti si basa sulle cifre dei nati
2007 in Friuli Venezia Giulia da madri di provenienza africana. I
nati sono stati lo scorso anno 484, di cui la metà di sesso
maschile. Si è anche tenuto conto, conclude la Regione, che una
parte delle famiglie preferisce comunque portare i bambini nel
Paese d'origine per la circoncisione.