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Marche; Ancona, primo incidente di caccia: morto 51enne
Roma, 3 set. (Apcom) - Un cacciatore di 51 anni è morto, colpito al torace accidentalmente da un compagno di caccia vicino ad Ancona. E' la prima vittima dall'apertura, il primo settembre, della stagione venatoria. L'incidente è avvenuto nelle campagne di Candia, a Piantate Lunghe. All'alba, intorno alle 6.30 del mattino, la vittima, G.P. si è incontrato con altri due amici per andare a cacciare nelle campagne della zona a tortore, colombacci, gazze e ghiandaie. La polizia - riferisce la Questura di Ancona - sta cercando di chiarire la dinamica dell'incidente e sono in corso i sopralluoghi, ma probabilmente e in base alle prime testimonianze, i tre si erano appostati in capanni diversi, posizionandosi in tre luoghi diversi. Il 51enne però si è poi avvicinato alla postazione di uno dei suoi compagni, un giovane di 23 anni, perché doveva parlargli. Il giovane però non l'ha visto arrivare, la zona infatti è fitta di canneti e vegetazione, ha sentito dei rumori e ha sparato con il suo fucile. La vittima è stata colpita al torace e alla mano, l'uomo è morto successivamente, intorno alle 8 nell'ospedale di Torrette. Dal primo settembre in 15 regioni italiane su 20 si è avviata la preapertura della stagione venatoria, tra le proteste degli ambientalisti: la preapertura è prevista come eccezione dalla legge nazionale sulla caccia solo per poche specie migratorie, ma quest'anno - è la denuncia del Wwf - è diventata l'occasione per aprire ufficialmente la caccia anche alla fauna stanziale in un periodo in cui molte specie selvatiche sono particolarmente vulnerabili. Non solo, per il Wwf la situazione è resa ancora più allarmante per la caccia in deroga alle specie protette, "che quest'anno sembra un fenomeno incontrollato": sono infatti ben 7 le regioni che, con la 'scusa' dei danni portati all'agricoltura, hanno aperto la caccia ai piccoli uccelli protetti dalle direttive comunitarie, come i passeri, la passera mattugia, lo storno, il fringuello, ma anche il cormorano e addirittura le semidomestiche tortore dal collare e piccoli insettivori come le pispole. Per questo sotto il fuoco d'accusa del Wwf sono finite proprio le Marche, insieme a Veneto e Lombardia, oltre ad Emilia Romagna, Toscana, Marche, Liguria (proposta solamente) e Trentino Alto Adige, dove la Provincia di Bolzano ha aperto la caccia alle marmotte, sospesa poi dal Tar proprio nei giorni scorsi su ricorso del Wwf e di altre associazioni ambientaliste.