Tentata truffa alla Parmalat: non c'era detersivo nel latte
Genova, 30 ago. (Apcom) - E' iniziato tutto nell'ottobre dello
scorso anno. Alcune segnalazioni anonime pervenute alle guardie
municipali di La Spezia, ma anche in altri piccoli Comuni del
circondario, segnalavano che in alcune bottiglie di latte
(imbottigliate dalla Centrale del latte di Genova, di proprietà
Parmalat) e distribuite nella provincia con il marchio Parmalat,
erano state trovate tracce di detersivo. Naturalmente le forze
dell'ordine avvisarono la magistratura spezzina, la quale diede
incarico ai Nas dei carabinieri di avviare un'indagine.
Successivamente la stessa passò per competenza territoriale alla
Procura della Repubblica di Genova, dato che la sede della
Centrale si trova nel capoluogo regionale.
A preoccuparsene il sostituto Biagio Matteo. L'ipotesi di reato
era quella prevista dalla legge sugli alimenti e la loro
sicurezza igienica: in particolare all'articolo 5 della legge 283
del 1962.
Le prime indagini dei Nas di La Spezia accertarono che
effettivamente una confezione da sei bottiglie (di vetro) del
latte aveva contenuto tracce di detersivo. C'è da dire che anche
l'azienda indagata ammise l'errore sostenendo che un guasto
tecnico (imprevedibile) aveva provocato un guasto nel macchinario
che serve a lavare le bottiglie. Però Parmalat sostenne che il
sistema di autocontrollo aveva permesso di bloccare tutte le
confezioni inquinate, eccetto appunto una confezione da sei.
Lo scandalo fu grande, il titolo perse i colpi e la fiducia dei
consumatori crollò.
I carabinieri infatti per eseguire i controlli dovettero
sequestrare solo in provincia di La Spezia oltre 1.500 bottiglie.
Su tutte gli esami effettuati furono negativi. Ora, a distanza di
poco meno di un anno, il procuratore Matteo si appresta a trarre
le sue conclusioni: dolo non vi fu, tantomeno attentato alla
salute pubblica; in più come si era potuto sapere delle tracce di
detersivo risultate talmente infime da non essere riscontrate
dall'olfatto normale di una persona. Insomma, prende sempre più
corpo - come confermano ambienti della Procura genovese -
l'ipotesi di una tentata truffa o peggio di un'estorsione ai
danni della Parmalat, o ancora, ma è un'ipotesi che sembra
accantonata in questa fase dagli inquirenti, di un colpo basso in
una guerra tra concorrenti.
Di certo è che Centrale del latte di Genova e Parmalat hanno
perso la leadership che avevano da decenni nella vendita del
latte a La Spezia e provincia.