Giustizia; Csm boccia salva premier:incostituzionale. Pdl insorge
Roma, 21 giu. (Apcom) - Colpo su colpo. Lo scontro fra il premier
Silvio Berlusconi e la Magistratura si 'arricchisce' oggi di un
nuovo capitolo. E' il Csm a prendere posizione, bocciando senza
appello la norma 'salva premier' e bollandola come
"incostituzionale". Poco più tardi è il vicepresidente Nicola
Mancino ad assestare un altro colpo: i politici facciano le
leggi, non espedienti per elederle. Il Pdl, come è ovvio, si
stringe attorno al premier, criticando con asprezza il Consiglio
superiore della magistratura.
La posizione del Csm sulla 'salva premier' è messa nero su bianco
nella bozza di parere al provvedimento in discussione al Senato
che la asesra commissione di palazzo dei Marescialli esaminerà
lunedì. In mattinata trapelano i primi giudizi, e non sono
lusinghieri. La norma sospendi-processi contenuta nel decreto è
"potenzialmente incompatibile con gli articoli 111 e 3 della
Costituzione", quelli che sanciscono i principi di ragionevole
durata del processo e di uguaglianza dei cittadini davanti alla
legge.
A rendere ancora più infuocato il clima ci pensa Mancino. "Fino a
quando l'azione penale è obbligatoria - rileva il vicepresidente
del Csm - alle toghe non si può chiedere di non fare i processi.
Ai politici si può, invece, chiedere di saper scegliere natura,
limiti, tempi ed efficacia delle leggi, non espedienti per
eluderle".
Se Silvio Berlusconi dalla Sardegna ufficialmente tace, così come
il Capo dello stato Giorgio Napolitano in 'trasferta' a Lione, lo
stato maggiore del Pdl parte all'attacco dei vertici della
Magistratura. Il capogruppo del Popolo delle libertà alla Camera
Fabrizio Cicchitto rileva come il Csm non possa esprimere
"giudici di costituzionalità" e critica un Pd capace di
rispolverare "un repertorio giustizialista". Stella linea di
Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl: ""Il
Csm è un organo di autogoverno della magistratura e non di
governo del Paese, e tanto meno un tutore del potere legislativo
o un suggeritore delle autorità di controllo costituzionale".
Anche Maurizio Gasparri e Italo Bocchino non esitano a difendere
il presidente del Consiglio, invitando il Csm "a far lavorare
bene i magistrati".
Dal Partito Democratico la prima a prendere la parola è Anna
Finocchiaro. La capogruppo del Pd a Palazzo Madama invita il
premier a "riflettere attentamente sulle posizione assunte e che
assumerà nelle prossime ore e giorni", perché la
"bozza di risoluzione del Csm e la posizione dell'Anm di ieri"
rappresentano "due fatti molto rilevanti che nessuno, ripeto
nessuno, può non prendere in considerazione". E anche Lanfranco
Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra del Pd,
chiede a presidente del Consiglio "una marcia indietro".
Chi invoca una 'tregua' è il leader Udc Pier Ferdinando Casini.
L'ex presidente della Camera critica Berlusconi, colpevole di
aver iniziato la legislatura partendo "da sè e non dai
problemi dei cittadini". Ma poi assicura che se la maggioranza
accantonasse il 'salva premier', l'opposizone si impegnerebbe a
"evitare derive ostruzionistiche e a ragionare su una norma che
tuteli le alte cariche dello Stato o introduca l'immunità
parlamentare".
L'Anm, dal canto suo, tiene il punto. Premette il presidente Luca
Palamara: "Il ruolo dell'Associazione Nazionale Magistrati non è
quello di porre veti alla politica, però di dire: 'attenzione,
questi provvedimenti rischiano di paralizzare ulteriormente un
sistema che già di per sé, attualmente, non funziona". Ma poi
aggiunge: "Riteniamo che gli attacchi degli ultimi giorni siano
ingiustificati e rischiano di delegittimare l'intera
Magistratura: in relazione a questi attacchi noi esprimiamo viva
preoccupazione e allarme".