Dalla cantina emerge un van Gogh. E tra gli esperti e' querelle
Roma, 19 mag. (Apcom) - Potrebbe aver avuto per anni un van Gogh
in cantina. Adesso lo ha rapidamente nascosto nel caveau di una
banca, in attesa che gli esperti esprimano un verdetto: Si tratta
davvero di un olio di Vincent van Gogh, in particolare di una
"terza versione" del celebre ritratto del Dottor Gachet?
L'autenticità del quadro è ancora in dubbio, scrive oggi il
Guardian - e ci vorrà del tempo prima di arrivare ad un accordo
unanime. La proprietaria, Doretta Peppa, una signora greca figlia
di un partigiano della seconda guerra mondiale, si dice
fiduciosa: "Diversi musei e molte case d'asta hanno mostrato
grande interesse per l'olio" e "presto un istituto di fama
mondiale farà un annuncio che non lascerà più alcun dubbio
sull'autenticità del lavoro di van Gohg".
La vicenda che ha portato il quadro dalla Francia ad Atene è
naturalmente rocambolesca. Durante la seconda guerra mondiale i
nazisti si impossessarono della tela che apparteneva ad una
famiglia ebrea e la portarono assieme ad altre opere d'arte ad
Atene, nel 1941. Nel 1994, il padre della signora Doretta,
Meletis, assaltò un treno tedesco assieme ad altri partigiano e
"liberò" il quadro, oltre ad altri oggetti di valore. Vonsapevole
dell'immenso valore lo tenne nascosto per anni.
"Come gli altri due ritratti del Dr. Gachet dovrebbe essere
stato dipinto negli ultimi anni di vita di van Gogh e,
considerate alcune caratteristiche, potrebbe essere addirittura
l'ultimo dipinto dell'artista" (prima che si togliesse la vita a
37 anni), secondo Athansios Celia, un pittore e storico d'arte
residente a Parigi.
Gli altri due ritratti di van Gogh si trovano uno al Museo
d'Orsay a Parigi, l'altro venne venduto da Christie's
all'industriale giapponese Ryoei Saito per 48 milioni di sterline
nel 1990. La terza versione, se autentica, è stata già stimata da
alcuni esperti 100 milioni di dollari. Dato che i proprietari
ebrei sono rimasti sconosciuti e nessuno si è mai presentato per
reclamare il quadro, secondo la legge greca esso ormai appartiene
alla signora Peppa.