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RIFIUTI;PIANO DE GENNARO PER UNA PATTUMIERA DA UN MLN TONNELLATE
Roma, 21 gen. (Apcom) - Sono tre le discariche che il super commissario per l'emergenza rifiuti a Napoli intende riattivare al più presto: quella di Difesa Grande ad Ariano Arpino (Avellino), quella di Villaricca in provincia diNapoli e quella di Montesarchio (Bn). Non solo: De Gennaro ha anche indicato tre siti di stoccaggio provvisori a Marigliano, Ferrendelle e Pianura. In questo modo, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa, si dovrebbero riuscire a smaltire in 10 giorni circa 600.000 tonnellate di rifiuti. De Gennaro ha spiegato che al 14 gennaio, sulle strade di Napoli e provincia, erano disseminate 250mila tonnellate di rifiuti, 35mila delle quali sono state raccolte ad oggi. Per fare respirare Napoli bisogna trovare dunque un "buco" o una "serie di buchi" che possano contenere 1 milione di tonnellate di rifiuti solidi urbani: grazie alla riapertura delle tre discariche, che si aggiungono a quella già funzionante di Macchia Soprana, e ai tre siti di stoccaggio si riuscirà a "coprire questo buco che ci serve". Intanto la magistratura ha disposto il sequestro di una parte della discarica di Contrada Pisani a Pianura: ma, ha puntualizzato De Gennaro, a Pianura andranno "le ecoballe dei siti di Caivano e Giugliano. "La scelta di Pianura tiene conto degli spazi che abbiamo. Abbiamo individuato fuori dalla zona interessata dai provvedimenti della magistratura, fuori dalla discarica e non lontano da essa un luogo dove stoccheremo le ecoballe". In quel punto "attiveremo le sperimentazioni sull'inertizzazione delle ecoballe", ha proseguito. Quanto alle discariche, quella di Ariano Irpino accoglierà 42 mila tonnellate di rifiuti, quella di Villa Ricca 35 mila tonnellate e quella di Monte Sarchio 21 mila tonnellate. Per quanto riguarda i siti provvisori individuati, la capienza di Marigliano è stata fissata a 98 mila tonnellate, quella di Pianura a 20 mila tonnellate e Ferrandelle a 350 mila tonnellate. Poi si punterà sulla differenziazione e sulla riduzione della produzione di rifiuti cercando di passare da 7.200 tonnellate a circa 6.000. Intanto a Giugliano, San Giorgio a Cremano e nel centro di Napoli sono già stati messi in atto dei blocchi contro la riapertura delle discariche e la mancata pulizia delle strade.