05:06 - ESTERI- 05 MAR 2008
AGRICOLTURA; FAO: CLIMA, A RISCHIO SETE 600 MILIONI DI PERSONE
Con aumento temperature produzione mais in Nord Africa -20%
Roma, 5 mar. (Apcom) - Con l'aumento delle temperature, siccità e
inondazioni colpiranno molte regioni del Medio Oriente e del Nord
Africa lasciando senz'acqua fino a 600 milioni di persone. Lo
afferma un rapporto presentato alla Conferenza regionale della
Fao per il Vicino oriente, che si svolge al Cairo.
In Medio Oriente e in Nord Africa, secondo il rapporto, con un
aumento della temperatura media globale di soli 3 gradi
centigradi, vi sarebbero da 150 a 600 milioni di persone in più
costrette a vivere con scarsità di acqua. Anche la resa delle
colture subirebbe conseguenze: ad esempio la produzione di mais
in Nord Africa potrebbe calare del 15-25 per cento.
Aumenteranno i giorni senza pioggia un po' ovunque nella
regione", ha affermato Wulf Killmann, che presiede il gruppo di
lavoro della FAO sul cambiamento climatico. "Nelle zone più
continentali potrebbero diventare più frequenti le ondate di
caldo. Di conseguenza, potrebbe ridursi la durata delle stagioni
di crescita", ha aggiunto Killmann.
Molti dei sistemi d'irrigazione della regione, ha spiegato, sono
sottoposti già oggi a notevoli stress ambientali, a causa della
salinità, della saturazione idrica o dell'eccessivo sfruttamento
delle falde acquifere.
Gli investimenti nel settore agricolo, sia a livello nazionale
che esterni, rimangono bassi nella maggior parte dei paesi della
regione" ha detto il direttore generale della Fao, Jacques Diouf,
intervenendo oggi alla Conferenza. "Nel Vicino oriente, come in
molte altre regioni in via di sviluppo, gli aiuti all'agricoltura
sono a partire dal 1995 via via scemati".
Fame e sottonutrizione sono, secondo le stime FAO, in aumento
nella regione. Tra il biennio 1990-92 ed il biennio 2002-2004 la
percentuale è passata dal 13 al 15 per cento della popolazione,
mentre il totale delle persone sottonutrite nei 32 paesi membri
della Conferenza è aumentato da 33 milioni a 104 milioni.
Inoltre, tredici paesi fronteggiano al momento emergenze a causa
di disastri naturali, conflitti o malattie animali
transfrontaliere come l'influenza aviaria e l'afta epizootica.