10:13 - ESTERI- 02 DIC 2007
DARFUR; GRAVI RITARDI IN PREPARAZIONE FORZA DI PACE
A gennaio si inizierà con solo un terzo delle truppe previste
Roma, 2 dic. (Apcom) - Gravi ritardi nella messa a punto della
forza di pace internazionale guidata dalle Nazioni Unite e
dall'Unione Africana per il Darfur. A gennaio, quando la forza di
pace Unamid dovrebbe iniziare ad essere dispiegata, potrà
scendere in campo solo un terzo delle truppe , ovvero non più di
9.000 uomini contro i 26.000 previsti. La denuncia, rilanciata
dalla bbc, viene dal responsabile della forza di pace il generale
Martin Luther Agwai.
Nelle parole di Agwai anche una denuncia senza mezzi termini.
Nessun paese - dice - ha sinora donato i 24 elicotteri necessari
per le operazioni delle forza di pace e quanto alle truppe, 9000
uomini sono "il minimo indispensabile, ma solo il minimo".
Agwai invita quindi la comunità internazionale ad agire. "se
vogliamo fare qualcosa per mettere fine alle sofferenze del
Darfur... Bisogna agire adesso, rivolgersi immediatametne a tutti
i paesi amici e chidergli di fare il possibile per garantirci le
risorse necessarie per assistere le popolazioni della zona".
Giorni fa semprea Agwai aveva anche accusato il governo sudanese
di cercar di rendere impossibile la missione Unamid con una serie
di richieste e pretese insonstenibili. Oltre a voler sempre una
comunicazione anticipata sul movimento delle truppe Unamid,
Kartoum ha messo il veto alla partecipaziane alla missione
internazionale di soldati provenienti da Scandinavia, Thailandia
e Nepal.
Per quanto riguarda l'italia, di un possibile contributo alla
missione Unamid ha parlato nei giorni scorsi il capo di Stato
Maggiore dell'Aeronautica, generale Vincenzo Camporini, l'uomo
che sostituirà alla guida delle forze armate italiane
l'Ammiraglio Giampaolo Di Paola. Camporini ha confermato che il
nostro paese è in grado di poter dare un contributo alla missione
internazionale in Darfur, pur precisando che "ci deve essere la
consapevolezza che non possiamo fare tutto nello stesso momento".
A riguardo alla missione in Darfur, bisogna infatti tenere
presente - ha detto Camporini"i nostri attuali impegni pesanti in
Afghanistan, in Libano e in Kosovo, dove abbiamo la necessità di
monitorare una situazione che potrebbe richiedere uno sforzo non
di poco conto".
Scoppiata nel febbraio 2003, la guerra in Darfur ha causato
finora almeno 200.000 morti e 2,5 milioni di profughi, mentre
circa 4 dei 6 milioni di abitanti della regione sono oggi
dipendenti dagli aiuti internazionali. Nel luglio scorso, il
Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato l'invio di circa
26.000 peacekeeper nella regione. Tuttavia, solo due giorni fa il
capo della forza Ua-Onu, Rodolphe Adada, ha ribadito la necessità
urgente di mezzi aerei, essenziali per il funzionamento della
missione in un territorio vasto come la Francia.