16:35 - ESTERI- 20 NOV 2007

SOMALIA; UNHCR: UN MILIONE DI SFOLLATI, IN CONDIZIONI DISPERATE



La maggior parte cerca rifugio ad Afgoye, 30 km da Mogadiscio

SOMALIA; UNHCR: UN MILIONE DI SFOLLATI, IN CONDIZIONI DISPERATE (Associated Press Italia)
Afgoye, 20 nov. (Ap) - Sono ormai un milione gli sfollati in Somalia, di cui il 60% fuggiti da Mogadiscio a causa degli scontri tra le forze armate somale ed etiopi e i guerriglieri legati alle deposte Corti islamiche. L'allarme è stato lanciato oggi dall'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), mentre a New York il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha respinto il rapporto presentato dal Segretario generale Ban Ki-moon sulla Somalia, in cui viene definita "non praticabile" una missione di pace nel paese del Corno d'Africa. Solo nelle ultime due settimane sono stati 200.000 gli abitanti di Mogadiscio ad abbandonare le loro case, portando così a 600.000 quelli fuggiti dall'inizio dell'anno. La maggior parte degli sfollati ha cercato rifugio ad Afgoye, circa 30 chilometri a est della capitale. L'Unhcr definisce disperate le condizioni in cui sono costretti a vivere, in capanne di fortuna costruite con legna e quanto viene trovato sul posto. I più fortunati hanno ricevuto i teloni di plastica dell'agenzia dell'Onu, per ripararsi dalle piogge della stagione autunnale. La maggior parte degli sfollati ha storie simili a quella raccontata da Hawo Abdi Baro, arrivata ad Afgoye domenica scorsa, spingendo sul suo carretto a mano i tre figli più piccoli. Baro ha deciso di fuggire venerdì scorso, dopo che un colpo di granata ha colpito la sua casa mentre la famiglia dormiva. La donna, 40 anni, ha avuto solo il tempo di radunare i tre figli e uscire in strada; nel panico, Baro ha perso di vista i quattro figli più grandi. "Non so dove siano. Non so se siano vivi o morti - ha raccontato in lacrime - per favore aiutami a ritrovarli. I loro nomi sono Abdi, Abdinasir, Isse e Mohamed". Come la maggior parte degli sfollati, anche la famiglia di Baro è arrivata senza cibo, senza vestiti e senza sapere dove andare. Il paese ha registrato il peggior raccolto degli ultimi 13 anni. I tassi di malnutrizione sono vicini al 20% tra i bambini con meno di cinque anni; cifra superiore a quella registrata nella regione sudanese del Darfur, dove il tasso di malnutrizione è poco al di sotto della soglia di emergenza del 15%. Il prezzo dei beni alimentari essenziali è triplicato. "Se fosse avvenuto in Darfur, ci sarebbe stato maggiore scalpore. Dal momento che si tratta della Somalia, non importa a nessuno", ha detto il capo dell'Ufficio Onu per gli aiuti umanitari in Somalia, Eric LaRoche. La settimana scorsa è stato l'inviato speciale dell'Onu per la Somalia, Ahmedou Ould-Abdallah, a dichiarare che in Somalia è in atto la peggiore crisi umanitaria di tutto il continente africano, più grave anche di quella in corso in Darfur, teatro da oltre quattro anni di una guerra civile, dove si contano oggi oltre 2,5 milioni di sfollati e profughi.


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