16:28 - ESTERI- 29 MAG 2007
POLONIA, 'TELETUBBIES' ACCUSATI DI PROPAGANDA OMOSESSUALE
Dichiarazioni deputata Lpr accolte con scherno dal mondo politico
Varsavia, 29 mag. (Apcom) - Tinky Winky, protagonista del celebre
programma di animazione per bambini creato dalla Bbc 'i
Teletubbies', deve essere messo sotto osservazione da un team di
psicologi, perché a rischio di inviare un messaggio di propaganda
dell'omosessualità ai bambini. A lanciare l'allarme in Polonia è
Ewa Sowinska, parlamentare dell'ultracattolica Lega delle
famiglie polacche, dall'aprile 2006 a capo dell'Agenzia
governativa per la protezione dei bambini (Rpd). Ma le sue
dichiarazioni, rimbalzate anche a Bruxelles, sono state accolte
con scherno dal resto del mondo politico polacco.
"Si tratta di una specie di cartone simpatico e innocuo. Non mi
ero però accorta che il protagonista Tinky Winky, porta con sè
sempre una borsetta rossa pur essendo un maschio. Rischia di
mandare un messaggio sbagliato ai bambini", spiega Sowinska. Per
precauzione il capo dell'Agenzia governativa ha chiesto a una
speciale commissione di psicologi di studiare gli effetti che il
programma potrebbe avere sulla psiche dei più giovani.
Le parole di Sowinska sono rimbalzate nei palazzi del potere di
Varsavia, destando sconcerto e scherno fra tutti i partiti in
parlamento. Sulla questione è intervenuto anche il presidente del
Sejm (camera bassa) Ludwik Dorn, che si è appellato al buon
senso, chiedendo personalmente a Sowinska di evitare per il
futuro dichiarazioni ridicole che mettono in difficoltà il
governo.
Ironia e richiamo alla serietà anche dal viceministro del
Lavoro, Joanna Kluzik-Rostkowska. "Cerchiamo di non risultare
ridicoli, non vorrei che anche i Puffi fossero alla fine accusati
di essere omosessuali". Il 'caso' è stato sollevato anche durante
la conferenza stampa giornaliera della Commissione europea,
provocando non poche risate tra i presenti. "La Commissione
rispetta la libertà dei media", è stato il commento laconico di
Martin Selmayr, portavoce del commissario Ue ai Media Viviane
Reding.