16:48 - ESTERI- 23 APR 2007
ELTSIN, MORTO PE RUN INFARTO IL PRIMO PRESIDENTE RUSSO
Uomo dei cambiamenti: dalla nascita all'espulsione dal Partito
Roma, 23 apr. (Apcom) - L'ex presidente russo Boris Eltsin è
morto in seguito a una infarto "fulminante", secondo fonti
mediche citate dalle agenzie di stampa russe. L'ex capo di stato
ormai da molto tempo soffriva di problemi al cuore.
Lo si ricorderà in piedi su un carro
armato davanti alla 'Casa Bianca', il parlamento russo, durante
il golpe del 1991. Ma si ricorderà anche che il 'difensore della
democrazia' in quei giorni di agonia per l'Unione sovietica due
anni il parlamento ordinava di bombardarlo: punizione di 'zar
Boris' per i deputati ribelli, che avevano osato sfidare il suo
ordine di scioglimento del Soviet Supremo. Boris Nikolaevich
Eltsin, classe 1931, stroncato da un infarto, resterà negli
annali russi e di tutto il mondo, in ogni caso, come protagonista
di enormi cambiamenti: primo presidente eletto della Russia;
l'uomo che si ribellò al regime - che lo aveva messo in un
angolo, sino a rifiutare il suo 'mea culpa' e la richiesta di
riammissione nel Partito; colui che sciolse il Pcus ed ebbe un
ruolo di primissimo piano nell'accelerare la fine dell'Unione
sovietica, seppellita definitivamente nel dicembre 1991. Oggi
l'ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, il 'nemico' di un
lunghissimo braccio di ferro, poi vinto da Eltsin, è stato il
primo a fare pubbliche condoglianze per la morte di Boris
Nikolaevich. "Ha fatto molto per il
suo Paese, anche se ha commesso errori seri", è il giudizio
definitivo di Gorbaciov, emesso pochi minuti dopo la notizia del
decesso.
Figlio degli Urali, la regione montagnosa dal grembo ricolmo di
preziosi minerali, Boris Nikolaevic Eltsin nacque nel 1931 nel
villaggio di Butka Talizki. Nipote di un proprietario terriero
espropriato, mamma e papà condannati a quattro anni di prigione
per propaganda antisovietica. Il giovane Boris, però, si
costruirà una lenta, ma inarrestabile carriera nel Partito
comunista, partendo dagli studi tecnici, poi Facoltà di
ingegneria edile, e ingegnere sul campo nella regione di
Sverdlov, dove nel 1968 diventa capo della 'sezione edile' del
Pcus.
Dopo un decennio nel Partito da leader regionale, durante il
quale ordina la distruzione della casa dove fu sterminata la
famiglia zarista), il grande salto arriva nel 1981, quando Eltsin
diventa membro del Comitato centrale del Pcus. Nel 1985 si siede
sulla potentissima poltrona di segretario generale del Pcus a
Mosca. Ma la vita ai vertici moscoviti, tuttavia, non è senza
incidenti, e nel 1987 uno scandalo gli costa il posto alla guida
del Partito nella capitale: inutile la pubblica supplica per il
rientegro. Da allora con il Pcus sarà una battaglia all'ultimo
colpo. Vincerà Boris Eltsin.