VIRGINIA, DAL KILLER TESTAMENTO IN VIDEO E FOTO ALLA NBC

08:55 - ESTERI- 19 APR 2007
Cho in piedi con 2 pistole. Un giudice nel 2005: "E' pericoloso"
New York, 19 apr. (Apcom) - Tra il materiale che Cho Seng-Hui ha inviato all'emittente americana Nbc -, nelle due ore comprese tra la prima sparatoria nel dormitorio del campus, costata la vita a due persone, e il secondo eccidio, quello della facoltà di ingegneria - compare una fotografia che non ha bisogno di molti commenti: la foto che ritrae Cho anticipa infatti l'eccidio che il ragazzo si appresta a mettere in atto. Vestito con un giubbotto militare, che ricalca lo stile di quelli antiproiettili, Cho è in piedi, con le braccia allargate, e nelle mani due pistole. Lo sguardo, aggressivo, è quello di qualcuno ben determinato a compiere un massacro. Nbc, che ha confermato di aver ricevuto il pacco, non ha reso pubblico ancora l'intero contenuto. "L'ho fatto.. Dovevo fare quanto ho fatto". Così di fronte alla telecamera, Cho Seung-Hui, lo studente di 23 anni che lo scorso lunedì ha ucciso 32 persone nel campus del politecnico di Blacksburg in Virginia, prima di togliersi la vita, "spiega" in anticipo il suo folle gesto. Folle gesto che sembra essere però sempre meno un raptus, dal momento che il killer sembrava avere la mente ben lucida. "Un pericolo imminente per sè stesso". Con queste parole, nel 2005, un giudice della Virginia aveva descritto Cho Seung-Hui, lo studente di 23 anni che lo scorso lunedì ha ucciso 32 persone nel campus del politecnico di Blacksburg in Virginia, prima di togliersi la vita. La frase, riportata ora dai media americani, fa sorgere un terribile sospetto: la strage che si è consumata meno di tre giorni fa, avrebbe potuto essere forse evitata?" Nel dicembre del 2005, il giudice speciale Paul M. Barnett scrisse un profilo su Cho, profilo che ora viene interpretato quasi come un avvertimento, peraltro mai ascoltato. Lo studente, si legge nei documenti, "si presenta come un pericolo imminente per sè stesso come risultato di un disturbo mentale". In un'altra sezione dei documenti, Cho viene descritto come "affetto da disturbi mentali, e bisognoso di cure ospedaliere (..) Si presenta come un pericolo imminente per sè stesso o per gli altri a causa di tali disturbi mentali, è talmente affetto da disturbi mentali da essere sostanzialmente incapace di prendersi cura di sè stesso, incapace di sottoporsi a un trattamento o senza alcuna volontà di farlo". Il giudice si espresse sullo stato di salute mentale di Cho dopo che il ragazzo finì nel mirino della polizia nel novembre del 2005; in quell'occasione, una studentessa contattò le forze dell'ordine accusando Cho di essere troppo insistente con lei. Il caso venne riportato all'ufficio Affari Giudiziari dell'università, che non diffuse il risultato dell'indagine, in quanto confidenziale. La questione venne risolta nel momento in cui la studentessa decise di non sporgere denuncia contro Cho. Un mese dopo, un'altra studentessa contattò la polizia dopo aver ricevuto alcuni messaggi da Cho. "Ancora una volta, nessuna minaccia venne mossa contro quella studentessa - ha spiegato Wendell Flinchum, responsabile della polizia dell'università - (la studentessa) si lamentò con il dipartimento di Polizia del Virginia Tech sperando che Cho non la contattasse più". Dopo aver parlato direttamente con Cho, la polizia ricevette ancora un messaggio da parte di un altro studente, preoccupato che il ragazzo potesse togliersi la vita. A quel punto, il ragazzo decise di recarsi in un centro di servizi psicologici situato a Blacksburg. Cho venne poi inviato in un una clinica psichiatrica il 13 dicembre del 2005. Il caso Cho sembrò concludersi lì. Dopo la permanenza nella clinica, le autorità non ricevettero più alcun esposto contro il ragazzo, e si dimenticarono di lui. Fino a lunedì scorso, 16 aprile.
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