19 FEB 2009
Africa/ Ifad: produzione alimentare dovrà raddoppiare entro 2050
Presidente Bage: crisi sta aumentando povertà
Roma, 19 feb. (Apcom) - Entro il 2050 occorrerà raddoppiare la
produzione di cibo: lo ha affermato il Presidente dell'Ifad,
Lennart Bage, richiamando l'attenzione dei leader mondiali ed
evidenziando i passi fondamentali che devono essere compiuti per
migliorare la sicurezza alimentare globale e porre fine a povertà
e fame.
Stiamo vivendo la più significativa crisi economica mondiale da
decenni, ha spiegato Bage in un comunicato diffuso dall'Ifad:
"Già prima della crisi, quasi una persona su sei viveva in
condizioni di fame e povertà. Quel numero però ora sta crescendo.
Solo nello scorso anno si sono aggiunti altri 100 milioni di
persone. Questo annulla un precedente trend di decrescita".
Intervenendo all'ultimo Consiglio dei Governatori dei suoi otto
anni di presidenza, Bage ha avvertito: "Il fatto drammatico è che
l'offerta a lungo termine non sta tenendo il passo con la
domanda. Si prevede che la domanda di cibo a livello mondiale
aumenterà del 50 per cento entro il 2030, e che raddoppierà entro
il 2050. Allo stesso tempo, la produzione agricola - che è
cresciuta del 4-5 per cento negli anni '70 e nei primi anni '80 -
è scesa al 1-2 per cento di oggi."
Un aumento della produzione agricola è essenziale, ma le
possibilità di estendere le terre agricole sono limitate. Si
stima che, senza tagliare foreste, sia rimasto a disposizione un
ulteriore 10-15 per cento di terra coltivabile. Come risultato,
la maggior parte dell'incremento della produzione agricola dovrà
risultare da una maggiore produttività per ettaro di terra
coltivabile già esistente. "Questo richiede una maggiore
attenzione politica e investimenti di gran lunga più alti per
tutta la catena del valore agricolo" ha aggiunto Bage.
I piccoli agricoltori devono essere coinvolti nella risposta
globale per quanto riguarda l'offerta di cibo. Ci sono circa 500
milioni di piccoli agricoltori che rappresentano più di 2
miliardi di persone - un terzo dell'umanità, ha sottolineato
Bage: "In Africa e in Asia, i piccoli agricoltori coltivano
l'ottanta per cento della terra coltivabile a disposizione. A
livello mondiale le famiglie dei piccoli agricoltori
rappresentano la maggior parte dei poveri, che vivono con meno di
1 o 2 dollari al giorno. Allo stesso tempo, costituiscono una
parte importante del potenziale di produzione alimentare a
livello globale".